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Un anno di blog | FABblog
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... Home Chi sono Video Contatti Disclaimer gen 2008 01 Fabrizio - ore 19:17 2 FABblog Un anno di blog Esattamente un anno fa iniziava la......template nuovo 2 commenti/trackback a “Un anno di blog” ...
Home Chi sono Video Contatti Disclaimer gen 2008 01 Fabrizio - ore 19:17 2 FABblog Un anno di blog Esattamente un anno fa iniziava la mia avventura da blogger. Il mio sito personale si è così trasformato in un blog, su piattaforma Wordpress , dando vita a FABblog , abbandonando le prime pagine statiche e poi l’ottimo Joomla (che non faceva però al caso mio). Un’avventura fin qui splendida, con risvolti solo positivi . Mi sono appassionato fin dall’inizio: con timore leggevo i primi commenti, con stupore vedevo che pian piano “ sconosciuti ” iniziavano a leggere quotidianamente i miei post lasciando un commento. Mi sono stupito il giorno in cui le visite uniche hanno superato quota 100 , non potevo crederci quando anche il Corriere è arrivato sul mio sito. Ancora oggi fatico a credere che più di 60 persone siano iscritte al mio feed. Ho iniziato questo avventura senza pretese, senza conoscere il mondo incredibile della blogosfera . Non sapevo nulla, non conoscevo l’esistenza di classifiche, link in ingresso, meme, contest e altro. Questo mondo però non mi ha deluso e mi sta portando dove sapevo che mi avrebbe portato: ad accrescere la mia “ conoscenza “. Conoscenza intesa proprio a 360°. Ho conosciuto (virtualmente) molte persone che mi hanno arricchito con le loro passioni. Ci sono appassionati di fotografia, musica, canto, cinema, libri e dei mille ambiti del web e dell’informatica in genere. Grazie a queste persone, alcune delle loro passioni sono diventate le mie; in altri casi le loro passioni mi hanno arricchito o mi hanno aiutato a conoscere cose che non immaginavo. Ho scoperto quello che oggi tutti identifichiamo con Web 2.0 . Ho scoperto e apprezzato tutto ciò che riguarda il social networking : da Facebook a Flickr , da Last.fm a del.icio.us , passando per Twitter . E’ un mondo bello, affascinante, entusiasmante, nel quale sono entrato in punta di piedi e che in punta di piedi continuerò a vivere. Auguri, FABblog! Condividi: Articoli correlati Due anni di blog Twitter and FriendFeed Addicted Aggiornamento a Wordpress 2.6 da panico Cosa sono i Social Media anno nuovo, template nuovo 2 commenti/trackback a “Un anno di blog”
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Date posted: 2008-01-01 IP: 62.149.128.72 Language: Italian

anno nuovo, template nuovo | FABblog
http://www.fabriziosinopoli.it/2008/01/02/anno-nuovo-template-nuovo/
Home Chi sono Video Contatti Disclaimer gen 2008 02 Fabrizio - ore 15:38 7 FABblog anno nuovo, template nuovo Anche con l’anno nuovo, non mi smentisco e colgo subito l’occasione per cambiare nuovamente il tema del blog. Siamo già al terzo cambiamento in un anno: da Simpla a Glossyblue per arrivare all’attuale PopBlue3c . E’ stata una scelta durata parecchio tempo, nessun tema mi convinceva pienamente: alla fine ho scelto questo per la sua semplicità ed eleganza , nonostante non sia mai stato un grande amante delle 3 colonne . Naturalmente l’ho riadattato un po’ rispetto all’originale, andando a modificare la larghezza della colonna principale, traducendolo in italiano e poco altro. Con l’occasione ho attivato anche due nuovi plugin : WP 2.3 Related Posts , per aggiungere in fondo ad ogni articolo, eventuali link a post con argomento simile SubscribeToComments , per dare la possibilità di seguire via mail i nuovi commenti al post a cui si ha commentato Apprezzamenti e critiche per il nuovo template sono sempre ben accetti, così come eventuali segnalazioni di problemi introdotti dai nuovi plugin. Condividi: popblue3c Articoli correlati Wordpress 2.2 e restyling Restyling Aggiornamento a Wordpress 2.6 da panico Overlind, un altro tema per Wordpress The Spaceman: tema per Wordpress in stile Ubuntu 7 commenti/trackback a “anno nuovo, template nuovo”
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Date posted: 2008-01-02 IP: 62.149.128.151 Language: Italian

Made in Italy: la politica radioattiva non è rinnovabile | Sir Arthur's Den
http://kingofgng.com/2009/01/02/made-in-italy-la-politica-radioattiva-non-e-rinnovabile/
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Made in Italy: la politica radioattiva non è rinnovabile
2 Gennaio 2009 · Archiviato in Babel fish, Scienza & Tecnologia 
Questo articolo è parte della serie Made in Italy anno nuovo, occasione ideale per dare il via a una nuova serie dal titolo “Made in Italy”. Che però non parla di moda, pizza o Ferrari ma più concretamente dei veri prodotti esclusivi dell’attuale “sistema Italia”, vale a dire criminalità organizzata, corruzione, degenerazione mentale veicolata dall’instupidimento televisivo e tendenza genetica a sostenere il fascismo mascherato da benessere o dalla sua illusione. Si comincia dall’energia, dal dibattito in seno alla politica e a quell’ameba di società civile che nei quotidiani italiani risponde prevalentemente al padrone di riferimento e non certo al lettore come in un qualsiasi paese civile. Dire “dibattito” in effetti non è opportuno perché non c’è mai stato, che io ricordi, un serio confronto di opinioni, politiche e soluzioni ma solo la reiterazione, da parte degli schiavi del potere, della stessa ossessiva idea sulla necessità di fare affidamento sull’energia nucleare per “rinnovare” le fonti energetiche del paese. Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, già intoccabile dalla legge e pronto a mandare in galera o staccare la spina della connessione a centinaia di migliaia di utenti del P2P, ha ribadito nella conferenza stampa di fine anno che “bisogna tornare al nucleare“. Nel paese di Gomorra e dei rifiuti tossici stoccati dalla camorra nei terreni e nelle cave campane (in pratica dietro casa mia), l’unica soluzione per “rispondere a un’esigenza futura” del fabbisogno energetico sarebbe costruire impianti atomici che produrranno chissà quanto materiale radioattivo da smaltire, che finirà inevitabilmente per contribuire all’aumento delle percentuali di morti per cancro presenti e soprattutto future. Ovviamente, come sempre in patria e all’estero, Berlusconi dice un grandissimo mucchio di cazzate trivialità. Senza voler ricercare nel dettaglio quali interessi occulti si nascondano dietro questa volontà di spingere sull’adozione del nucleare, il fatto è che in Europa sono anni che si parla, si discute, si progetta e si preconizza sull’utilizzo di fonti energetiche che, al contrario degli impianti a fissione che hanno portato al disastro di Cernobyl, rappresentano l’unico futuro possibile per un’umanità che non voglia autodistruggersi. Gli scienziati del consorzio Trans-Mediterranean Renewable Energy Cooperation (TREC) hanno messo a punto il progetto DESERTEC, che prevede l’utilizzo di enormi specchi collocati nei deserti del Nord Africa per alimentare impianti basati sul solare termodinamico, una fonte che sfrutta l’energia del Sole per riscaldare ad alta temperatura un liquido o un gas con cui alimentare le turbine per la produzione di elettricità. Una rete sottomarina a corrente continua si incaricherà infine di trasportare l’energia dall’Africa all’Europa, con un’efficienza stimata del 90% nel tratto ideale tra il Continente Nero e Londra. Qui non si tratta di sogni o ipotesi campate in aria ma di scienza concreta: in un rapporto commissionato dal Ministro dell’Ambiente tedesco nel 2006, due fisici membri del TREC hanno stimato che entro il 2050 l’intera Europa potrebbe ottenere la totalità del suo fabbisogno energetico dagli impianti DESERTEC, con un gran “bye bye” al petrolio e alla dipendenza dalle zone instabili del Medio Oriente per i decenni a venire. Il solare termodinamico è tra l’altro un tipo di tecnologia ideato dal premio Nobel Carlo Rubbia, stimato scienziato che in Italia viene ovviamente preso a pesci in faccia dai lacché del sistema di potere berlusconiano (e non solo) e che sta attualmente trasformando le sue intuizioni in applicazioni commerciali nella vicina (e molto più civile) Spagna. Perché il progetto DESERTEC decolli è necessaria soprattutto la volontà politica, una volontà che in Europa deve scontrarsi con la determinazione francese nel proseguire sulla strada delle centrali nucleari. Si tratta indubbiamente di un progetto molto ambizioso, ma che potrebbe davvero portare alla soluzione di tutti i problemi energetici del Vecchio Continente Italia compresa, garantendo un futuro alle generazioni che attualmente non ne hanno alcuno. Al di là di tutto, pur con tutti i problemi che porta in dote DESERTEC è certamente una soluzione molto più intelligente e sostenibile per l’Italia della costruzione di centrali atomiche, in un paese nel cui sottosuolo già adesso scorrono vene di percolato e rifiuti radioattivi grazie all’opera decennale della criminalità organizzata (soprattutto) campana. Ma Berlusconi, si sa, è un amicone del presidente francese Nicolas Sarkozy, uno che è abituato a dare l’impressione del risolutore, del comandante in capo, che ha risolto l’emergenza dei rifiuti di Napoli aprendo nuove centrali di veleni e accordandosi (lui o chi ne ha fatto le veci) con le uniche organizzazioni (occulte) che in quelle zone hanno il potere di chiudere o peggiorare le situazioni di crisi. Berlusconi risolve i problemi sulle lavagne degli show televisivi, salva l’economia con l’elemosina inutile e mortificante della Social Card e garantisce agli States di poter continuare ad ammassare bombe nucleari nelle basi italiane. Ringraziando dunque di cuore i connazionali che da decenni contribuiscono, col loro voto, alla perpetuazione del regime berlusconiano (che del fascismo ha già incamerato l’anima ma non ancora la forma), non posso che augurare loro di essere i primi a beccarsi un cancro quando il radioso futuro atomico del paese avrà sortito i suoi venefici effetti. buon 2009 a tutti. Sfoglia la serieHo visto il cadavere della stampa italiana. Chissà come, ancora si muoveva» Condividi questo articolo! Articoli correlatiThe Pirate Bay vs. Italy, il peggio deve ancora arrivare
Tag: ambiente, criminalità, desertec, energia, fascismo, futuro, politica, rifiuti, silvio berlusconi, tecnologia, trec
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Date posted: 2009-01-02 IP: 0.0.0.0 Language: Italian

PCSX2 0.9.6, il PC emula la PS2 molto meglio di PlayStation 3 | Sir Arthur's Den
http://kingofgng.com/2009/03/06/pcsx2-096-il-pc-emula-la-ps2-molto-meglio-di-playstation-3/
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PCSX2 0.9.6, il PC emula la PS2 molto meglio di PlayStation 3
6 Marzo 2009 · Archiviato in Emulazione & Retrogaming, Notizie 
Questo articolo è parte della serie Emulazione avanzata“L’emulazione della PS2 è un compito complesso“, come si legge sulla pagina informativa di PCSX2, ma non è un compito impossibile come dimostrano i progressi compiuti nel corso del tempo dall’unico software che sia attualmente in grado di riprodurre la console Sony di maggior successo (una hit che dura ancora oggi) con un livello di fedeltà sufficiente a far girare un buon numero di titoli commerciali. PCSX2 emula la PS2 su PC, e l’ultima release dell’emulatore distribuita in questi giorni, la versione 0.9.6, non fa che confermare come un gruppo di coder talentuosi e appassionati sia in genere molto più capace di raggiungere certi obiettivi rispetto a una multinazionale che investe miliardi di euro ottenendo in cambio risultati a dir poco imbarazzanti. Il rilascio di PCSX2 0.9.6 nasconde un complesso retroscena fatto di nuove branch di sviluppo, del loro successivo assorbimento nel codice principale e di un difficile lavoro di pulitura che ha portato effetti sia positivi che negativi per quanto riguarda la fedeltà emulativa della PS2 e i titoli supportati. La nuova versione dell’emulatore viene distribuita dopo circa 16 mesi dall’ultima release, un periodo di tempo enorme in cui tra le altre cose si è assistito alla nascita del progetto Playground, vale a dire la nuova branch di sviluppo di cui sopra. I risultati ottenuti dagli sviluppatori di Playground sono stati notevoli, al punto che alla fine si è deciso di fondere i due codici per cercare di accomunare quanto di buono era stato fatto e nel contempo velocizzare i lavori di emulazione della console nel loro complesso. In virtù di questa complicata gestazione, PCSX2 0.9.6 offre parecchie novità ma anche qualche controindicazione da tenere bene a mente per chi avesse intenzione di fare uno switch completo partendo da una versione precedente. Per quanto riguarda le migliorie, la nuova versione dell’unico emulatore di PS2 degno di essere considerato tale include una grossa riscrittura del codice, a opera soprattutto dei membri di Playground e che ha portato al progetto tantissime (”troppe”) ottimizzazioni, velocizzazioni e fix assortite, inclusi un gran numero di hack (anche specifici per diversi giochi) in grado di far lievitare notevolmente la velocità di esecuzione dei videogame emulati. Il supporto alle memory card viene ora definito “completo” e funzionante per tutti i giochi, la gestione della memoria è divenuta più accurata e meno prona a restituire errori all’avvio. Da tempo PCSX2 è in grado di trarre vantaggio dal parallelismo dei processori con architettura multi-core e Hyper-threading, e la versione 0.9.6 migliora ulteriormente tale caratteristica con risultati misurabili in un incremento di velocità del 15% su CPU HT e del 3-5% sui dual-core. Dopo tante note positive c’è spazio anche per quelle negative, perché come detto la distribuzione di PCSX2 0.9.6 è stata una vera e propria sfida e in conseguenza delle difficoltà incontrare durante il merging il numero di giochi che risultano giocabili con la nuova versione è globalmente inferiore rispetto a quello di PCSX 0.9.4. “Ma d’altro canto“, si legge sul blog degli sviluppatori, “i titoli che ora sono giocabili tendono a essere emulati molto più accuratamente, e sono sicuramente più veloci. E la versione 0.9.6 fa girare anche un paio di dozzine di giochi che la 0.9.4 non era in grado di supportare (molti dei quali sono titoli famosi che molte persone attendevano con impazienza da un pò di tempo)“. E se è consigliabile continuare a conservare una copia della vecchia versione in caso di necessità, chi fosse ancora “vergine” all’emulazione PS2 su PC può dare prima di tutto un’occhiata alla lista di compatibilità contenente al momento 1.990 titoli, e magari seguire la discussione con i test degli utenti aperta sul forum ufficiale in occasione della nuova release. Quel che è certo, a ogni modo, è che se Sony è stata costretta a dichiarare la propria impotenza dopo l’infruttuoso tentativo di riprodurre la PS2 sulla PS3, il gruppo di coder dietro PCSX2 non smette di stupire migliorando costantemente l’emulazione di una console complessa e avanzata come la macchina a 128 bit della multinazionale nipponica. Sfoglia la serie«NullDC 1.0.3, l’emulazione Dreamcast torna su PC. E si porta dietro il NAOMIDolphin R3661 porta la Wii e Super Mario Galaxy su PC» Condividi questo articolo! Articoli correlatiPlayStation 3 è e sarà costantemente in perditaXbox 360 costa (ancora) meno in Europa. E vende meglio di Wii in GiapponeDolphin R3661 porta la Wii e Super Mario Galaxy su PCFinalmente MAME emula il suo primo videogame su laserdisc
Tag: emulazione, multi-core, pcsx2, playstation, sony
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Una Risposta a “PCSX2 0.9.6, il PC emula la PS2 molto meglio di PlayStation 3”
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Date posted: 2009-03-06 IP: 0.0.0.0 Language: Italian

I masterizzatori DVD a 24x arrivano sul mercato | Sir Arthur's Den
http://kingofgng.com/2009/03/08/i-masterizzatori-dvd-a-24x-arrivano-sul-mercato/
... Sir Arthur’s Den - un anno dopo Ritorno al futuro Marco......Sir Arthur’s Den - un anno dopoEngelium su Naruto: Shippūden episodi......Sir Arthur’s Den - un anno dopoEngelium su Sir Arthur’s Den......Sir Arthur’s Den - un anno dopoSir Arthur, King of Ghouls'n......Sir Arthur’s Den - un anno dopoeDog su Sir Arthur’s Den......Sir Arthur’s Den - un anno dopoSir Arthur, King of Ghouls'n......Sir Arthur’s Den - un anno dopo · Archivi · Agosto 2009 Luglio 2009 Giugno......masterizzatori ottici, e dopo un anno esatto da quelli a 22x......in più (4,5 su un buon drive a 22x). Essendo il guadagno...
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I masterizzatori DVD a 24x arrivano sul mercato
8 Marzo 2009 · Archiviato in Hardware & Periferiche, Notizie 
C’è un pò di incertezza su chi sarà, tra Sony Optiarc e Lite-On, a commercializzare il primo drive del genere, ma un fatto rimane ed è che i masterizzatori DVD supereranno ancora una volta il limite massimo della velocità di scrittura passando da 22x a 24x. Entrambe le società distribuiranno i nuovi drive ottici tra i mesi di marzo e maggio, e per quanto in pratica la differenza di velocità non faccia certo gridare al miracolo, il nuovo traguardo dimostra che le aziende continuano a investire in una tecnologia dalla longevità sorprendente. Nell’eterna attesa che il formato Blu-ray si trasformi nel successo che le major sperano, il DVD come supporto per l’archiviazione dati non ha ancora terminato la sua corsa: sono lontani i tempi in cui si sosteneva che 16x fosse il limite fisico massimo raggiungibile dai masterizzatori ottici, e dopo un anno esatto da quelli a 22x quel limite si appresta ora a essere superato del 50%. La prima ad annunciare la distribuzione dei nuovi drive è Lite-On, che metterà in commercio i modelli iHAS324 e iHAP424 a marzo e il modello iHAS624 a maggio. I tre masterizzatori, accomunati dalla velocità di scrittura a 24x “su supporti selezionati” (prevedibilmente DVD±R certificati), si differenziano per le caratteristiche e l’interfaccia di comunicazione con la motherboard: iHAS324, disponibile dalla metà di marzo, è un drive Serial ATA (SATA) dotato della tecnologia SmartErase per cancellare in maniera permanente i dischi contenenti “dati confidenziali“; iHAP424, in commercio alla fine di questo mese, è dotato di interfaccia Parallel ATA (PATA), tecnologia SmartErase e LightScribe per incidere le etichette sul disco con il laser; iHAS624, infine, arriverà sul mercato per la metà di maggio e porterà in dote interfaccia SATA, SmartErase, LightScribe e la nuova tecnologia LabelTag per “creare un’etichetta ad anello sul lato dati di ogni supporto registrabile standard“, stando alla press release di Lite-On. L’annuncio di Sony Optiarc è arrivato dopo quello di Lite-On, nondimeno la sussidiaria colosso giapponese sostiene chiaramente di essere la prima azienda del settore a introdurre sul mercato un masterizzatore DVD 24x a marzo. Definito come un “miracolo ad alta velocità“, il drive AD-7240S scrive a 24x i dischi DVD±R compatibili mentre la velocità massima per DVD-RAM e supporti double layer è di 12x. Il drive è dotato della “Auto Strategy Technology”, con cui viene ottimizzato il processo di scrittura analizzando la parte successiva di disco durante la masterizzazione, e della tecnologia “Adaptive Self Tuning” che tiene costantemente sotto controllo il disco e l’hardware per compensare eventuali fluttuazioni nel flusso di dati in via di scrittura. Lasciando da parte la disputa su chi possa fregiarsi del titolo di “primo produttore” di masterizzatori a 24x del mondo, la matematica dice che tale velocità equivale a un flusso di dati di 32,4 Megabyte al secondo (1,35 x 24), vale a dire poco meno di 3 minuti per la scrittura di un supporto a singolo strato. Questo almeno in teoria, perché in pratica l’intero processo di masterizzazione impiega in genere qualche minuto in più (4,5 su un buon drive a 22x). Essendo il guadagno in termini di tempo già molto risicato nel passaggio da 16x a 18x (4 minuti teorici contro 3 per un disco single-layer), la distribuzione dei masterizzatori a 24x è un evento che non verrà certamente ricordato come un avanzamento tecnologico fondamentale. Vanno poi considerate le controindicazioni nello sfruttare in maniera così estrema il procedimento di scrittura dei dati su supporti ottici, dove l’aumento della velocità è direttamente proporzionale alla possibilità che insorgano imperfezioni e un alto livello di errori C1/C2 nel supporto masterizzato. La versione inglese di questo articolo è apparsa su Slashdot l’8 marzo 2009, generando sul blog un picco massimo quotidiano di 1580 visitatori unici e 2120 pagine visualizzate (fonte: LLOOGG). Condividi questo articolo!
Tag: dvd, lite-on, masterizzazione, sony
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Date posted: 2009-03-11 IP: 0.0.0.0 Language: Catalan

Videogame highlights - marzo 2009 | Sir Arthur's Den
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Videogame highlights - marzo 2009
20 Aprile 2009 · Archiviato in Approfondimenti, Videogaming 
Questo articolo è parte della serie Videogame Highlights Batman: Arkham Asylum Il cavaliere oscuro sta per tornare nel nuovo action-adventure a lui dedicato su PC, Xbox 360 e PS3. Ispirato ai personaggi e alle storie dei fumetti piuttosto che a quelle del cinema, Batman: Arkham Asylum vede fronteggiarsi per l’ennesima volta l’eroe notturno per eccellenza e il Joker, che dopo essere stato rinchiuso nella prigione di Gotham ne prende il controllo trasformandola in una trappola per pipistrelli. Il gioco dovrebbe offrire una profondità superiore rispetto al semplice comandamento “ammazzali tutti”, bilanciando i combattimenti con elementi da investigazione hi-tech tanto cari alla produzione televisiva americana degli ultimi anni. In arrivo in una data non precisata del 2009. The King of Fighters XII Finalmente è possibile apprezzare il beat’em up a incontri di SNK (Playmore) anche in video, oltre che in immagini. Disegnato a mano frame dopo frame, The King of Fighters XII rappresenta il ritorno in grande stile, su macchine di nuova generazione (PS3 e Xbox 360) di una serie storica, già distribuita in Giappone in formato arcade e in dirittura d’arrivo su console a luglio. Seven Haunted Seas Titmouse Inc., la società di cartoon già coinvolta in Guitar Hero III, Metalocalypse e Afro Samurai si è messa a fare videogame e ha annunciato il suo primo titolo, Seven Haunted Seas. Il gioco, un action-RPG destinato al mercato console, ha come protagonista il pirata-zombi Scurvy Pete, risorto dalla tomba per riscattare il suo passato da bucaniere e salvare il mondo da un futuro post-apocalittico. L’idea di un cross-over tra il genere zombi e quello piratesco può forse far sorgere più di un dubbio sulla sua validità, ma Titmouse ci crede ed è attualmente alla ricerca di un publisher interessato alla distribuzione di SHS. Ghostbusters: The Video Game Il nuovo videogame sugli acchiappafantasmi includerà anche un personaggio doppiato dall’attrice Alyssa Milano, come mostrato dalle immagini e dal primo video allegato. La seconda clip mostra invece il gameplay della versione Xbox 360: ok, la qualità è scarsa e il parlato è in spagnolo, ma almeno si vedono all’opera i personaggi e si ha un’idea di cosa ci si possa aspettare dal gioco. Ghostbusters: The Video Game è in arrivo assieme al terzo film/remake della serie, nel quale secondo Harold “Dr.Spengler” Ramis ci sarà il cast originale ma in un ruolo differente. Blizzard (Diablo III, StarCraft II) Blizzard si da sempre molto da fare per il giorno del pesce di aprile, e anche quest’anno ha rispettato la tradizione presentando una supposta nuova classe di Diablo III, una unità gigante di StarCraft II e una battaglia di danze per World of Warcraft. Per quanto riguarda le novità vere, invece, a marzo se ne sono viste poche ma interessanti: la paventata nuova versione di Battle.net è finalmente on-line, e le interfacce utente dei nuovi episodi di Diablo e StarCraft fanno per la prima volta capolino negli screenshot rilasciati dalla software house. Per Diablo III ci sono poi i rumor sulla data di uscita e i requisiti di sistema, a mio modo di vedere sin troppo ottimistici soprattutto nel primo caso. Punch-Out!! Grazie allo straordinario successo della console Wii, Nintendo sta dando fondo a tutta la scorta di brand storici di cui dispone per ricavarne le immancabili versioni “new-gen” da dare in pasto al mercato. Punch-Out!! è appunto uno di questi brand, e dal prossimo maggio i possessori di Wii potranno fare a cazzotti con personaggi vecchi e nuovi nel celebre arcade di boxing rinnovato per l’occasione. Oltre al Wii Remote il gioco supporterà anche la Balance Board per un’esperienza ancora più immersiva e avrà un buon numero di caratteristiche da sbloccare vittoria dopo vittoria, talmente tante che lo sviluppatore Next Level Games ha avuto problemi con lo spazio di storage massimo disponibile sui DVD custom della console. Parte 1 Parte 2 Parte 3 Mostra tutto Sfoglia la serie«Videogame highlights - febbraio 2009Videogame highlights - aprile 2009» Condividi questo articolo! Articoli correlatiVideogame highlights - febbraio 2009Videogame highlights - aprile 2009Videogame highlights - gennaio 2009Videogame highlights - maggio 2009Videogame highlights - giugno 2009Videogame highlights - dicembre 2008Videogame highlights - ottobre 2008 (seconda parte)Videogame highlights - ottobre 2008 (prima parte)Videogame highlights - novembre 2008
Tag: a vampyre story, batman arkham asylum, bayonetta, cursed mountain, diablo, ghostbusters the videogame, god of war, indiana jones and the staff of kings, leisure suit larry, muramasa the demon blade, ninja blade, prototype, punch-out, rage, resident evil, seven haunted seas, star wars the old republic, starcraft, the king of fighters, virtua tennis, wolfenstein, x-men origins wolverine
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Date posted: 2009-04-20 IP: 0.0.0.0 Language: Italian

Una pletora di bugfix per la nuova versione di ScummVM | Sir Arthur's Den
http://kingofgng.com/2009/05/02/una-pletora-di-bugfix-per-la-nuova-versione-di-scummvm/
... Sir Arthur’s Den - un anno dopo Ritorno al futuro Marco......Sir Arthur’s Den - un anno dopoEngelium su Naruto: Shippūden episodi......Sir Arthur’s Den - un anno dopoEngelium su Sir Arthur’s Den......Sir Arthur’s Den - un anno dopoSir Arthur, King of Ghouls'n......Sir Arthur’s Den - un anno dopoeDog su Sir Arthur’s Den......Sir Arthur’s Den - un anno dopoSir Arthur, King of Ghouls'n......Sir Arthur’s Den - un anno dopo · Archivi · Agosto 2009 Luglio 2009 Giugno......che augurare buona fortuna e buon lavoro a chi vorrà cimentarsi...
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Una pletora di bugfix per la nuova versione di ScummVM
2 Maggio 2009 · Archiviato in Emulazione & Retrogaming, Notizie 
Evidentemente la primavera deve aver influenzato in maniera positiva i coder di ScummVM, perché dopo un’attesa di 6 mesi tra la release 0.12.0 e la 0.13.0 ne sono bastati solo un paio per vedere la distribuzione di una nuova versione, nella fattispecie la 0.13.1 disponibile da alcuni giorni sui server ufficiali. Il breve periodo intercorso dalla release precedente giustifica dunque la mancanza di nuovi giochi supportati, essendo questa volta il focus la correzione di bug e il miglioramento delle versioni per console e piattaforme portatili. Tra i fix e i miglioramenti più importanti di ScummVM 0.13.1 spiccano le modifiche all’engine SAGA, grazie alle quali Inherit the Earth è ancora una volta giocabile per intero, la soluzione di alcuni problemi relativi al sonoro negli engine AGOS (Elvira 1 & 2, Simon the Sorcerer 1 & 2 e altri), Groovie (The 7th Guest, The 11th Hour) e Sword2 (Broken Sword 2), il fix per un bug nell’engine Parallaction e l’aggiustamento di alcuni problemi relativi all’interfaccia della virtual machine. Per quanto riguarda i sistemi non-PC, ScummVM 0.13.1 migliora l’esperienza dell’adventuring di vecchia scuola su iPhone, Symbian, WinCE, DS e soprattutto PS2, porting finalmente aggiornato (assieme a quello per DS) dalla release 0.11.0 che introduce sulla console Sony la nuova GUI, il supporto a ogni possibile dispositivo per i giochi e i salvataggi (CD, HDD, USB e tutto quanto) e l’ottimizzazione delle operazioni di cache per ogni media supportato. Come sempre le note di versione complete sono disponibili a questo indirizzo, mentre i download di binari, installer, codice sorgente e altro attendono il coraggioso avventuriero della domenica sulla sezione apposita del sito ufficiale. In conclusione, anche se la cosa non ha granché a che fare con lo sviluppo di ScummVM, vale comunque la pena segnalare che il progetto “secondario” Residual, avviato tempo fa dalla crew della virtual machine e poi sostanzialmente abbandonato al suo destino, si è guadagnato una sua homepage con tanto di documentazione, download, wiki e tutto il resto. L’obiettivo, in questo caso, è la realizzazione di un interprete eventualmente in grado di far girare sui moderni sistemi operativi le avventure LucasArts in 3D Grim Fandango e Escape from Monkey Island. Al momento il forum del progetto non funziona e la compatibilità è poco più che inesistente, nondimeno non si può che augurare buona fortuna e buon lavoro a chi vorrà cimentarsi con l’impresa memori di quanto, in questi anni, ScummVM si sia evoluto e abbia ricevuto l’apprezzamento di sviluppatori, giocatori e software house. Condividi questo articolo! Articoli correlatiScummVM 0.13.0 consegna nuovi adventure gameScummVM 0.12.0, all your adventures are belong to usIl ritorno di Zork sul web, ScummVMIl ritorno delle (vecchie) avventure grafiche per PC
Tag: adventure, elvira mistress of the dark, grim fandango, inherit the earth, monkey island, residual, retrogaming, scummvm, virtual machine
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15 Risposte a “Una pletora di bugfix per la nuova versione di ScummVM”
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Date posted: 2009-05-02 IP: 0.0.0.0 Language: Italian

Alessandra Amoroso, carisma e simpatia « Musica e Canzoni da Ascoltare
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...l’Italia. Vi auguriamo, intanto, un buon ascolto! SHARETHIS.addEntry({ title: "Alessandra Amoroso, carisma...
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Alessandra Amoroso, carisma e simpatia
È la rivelazione dell’anno. Un’artista dalla potente e travolgente voce soul che ha conquistato il pubblico italiano. Concorrente e vincitrice dell’ottava edizione di «Amici di Maria De Filippi», Alessandra Amoroso ora è pronta a sbancare i botteghini col suo nuovo album “Stupida” pubblicato nel 2009. Gli ingredienti del suo successo sono innanzitutto il carisma e la simpatia di una ragazza semplice, piena di gioia di vivere e capace di trasmettere forti emozioni a chi la ascolta. Dopo il grande successo ottenuto nella serata organizzata in suo onore a Lecce, sua città natale, i suoi fans aspettano con trepidazione di vederla esibirsi dal vivo in giro per l’Italia. Vi auguriamo, intanto, un buon ascolto! SHARETHIS.addEntry({ title: "Alessandra Amoroso, carisma e simpatia", url: "http://www.canzoni-mp3.net/magazine/2009/04/30/alessandra-amoroso/" });
Tag: album in uscita, alessandra amoroso, Cantanti Italiani, Novità, nuove uscite
Questo articolo è stato pubblicato il giovedì, 30 aprile 2009 alle 18:10 e classificato in Classifiche. È possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0.
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3 Commenti a “Alessandra Amoroso, carisma e simpatia”
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Date posted: 2009-05-01 IP: 0.0.0.0 Language: Italian

Sardegna e Libertà » Blog Archive » L’ultima trovata della Asl di Nuoro: tutelare i dirigenti sulle spa
http://www.sardegnaeliberta.it/?p=1588
...portato a un po’ di buon senso. Invece no. Ecco l’ultimo......pagata) come conguaglio di fine anno ai dirigenti presenti invece che...
Home Scrivi Chi siamo Piccola biblioteca di Sardegna Presentazione Contatti Home » Nuoro L’ultima trovata della Asl di Nuoro: tutelare i dirigenti sulle spalle degli utenti 16 maggio 2009 4 commenti È passato un po’ di tempo da quando ci siamo occupati l’ultima volta della Asl di Nuoro. Speravamo che un po’ di dialettica democratica avrebbe portato a un po’ di buon senso. Invece no. Ecco l’ultimo esempio della sopraffina cultura giuridica della Asl. Si tratta della delibera 618 del 28 aprile del 2009. Per capire di che si tratta, bisogna andare al dispositivo, cioè a ciò che c’è scritto dopo “delibera”. Si tratta delle retribuzioni dovute ai dirigenti per gli incarichi svolti in azienda. Per capire, ovviamente, bisogna studiare, perché tutte le delibere di Nuoro passano per l’UCAS, l’Ufficio Complicazione degli Affari Semplici. Con la modifica del pubblico impiego (D.Lgs.vo 29 del 1993) si sono avviate le contrattazioni nazionali in sede ARAN (Agenzia negoziale - vedi il sito www.aranagenzia.it) che hanno definito i nuovi Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL) in sostituzione dei vecchi D.P.R. Negli anni 1996/97, in occasione del primo CCNL si sono ridefiniti le classificazioni dei personale del comparto e della dirigenza, quest’ultima passa da 2 livelli - I e II - ad un unico livello. Di contro vengono definiti gli incarichi che sono di tre tipi e possono essere attribuiti dopo aver maturato una anzianità lavorativa di 5 anni: -di alta professionalità; - di struttura semplice; - di struttura complessa (art. 27 CCNL 8/6/2000). In occasione di tale modifica si sono ridefiniti i fondi del salario accessorio dei dirigenti che sono costituiti: • dal fondo per indennità di specificità medica, retribuzione di posizione, equiparazione, specifico trattamento o indennità per i dirigenti con incarico di direzione di struttura complessa; • dal fondo del trattamento accessorio legato alle condizioni di lavoro • dal fondo della retribuzione di risultato e premio per la qualità della prestazione individuale Quasi ad ogni CCNL sono previste modifiche alle voci iniziali e comunque la rivalutazione del fondo. Nessuna norma prevede l’incremento del fondo con risorse del bilancio se non per salvaguardare i dirigenti di II livello nel passaggio al nuovo ordinamento (artt. 50 e 43 commi 2 e 3 del CCNL 8/6/2000). Solo in caso di attivazione di nuovi servizi è prevista la possibilità di integrare i fondi del salario accessorio con risorse di bilancio (art.53 CCNL 8/6/2000). La norma dei CCNNLL dei dirigenti medici e veterinari e della dirigenza Sanitaria, Professionale, Tecnica e Amministrativa (SPTA) artt. 39 e 40 citata nella delibera 618 del 28 aprile scorso non prevede che l’indennità sia “ad personam” ma impone l’attribuzione di un incarico di pari valore. Che cosa dice la delibera? In sostanza prevede un finanziamento illegittimo dei fondi del bilancio aziendale destinati alla retribuzione degli incarichi dei dirigenti in misura superiore a quella consentita dai vigenti contratti di lavoro, eludendo norme di carattere generale che vietano tale comportamento (D.Lgs. 165/2001 testo unico del PI). Da come è scritta la delibera sembra che al dirigente al quale sia stata tolta la struttura (cioè il caso tipico che si realizza quando arriva un nuovo Direttore Generale) per ristrutturazione organizzativa sia attribuita una indennità “ad personam”. Infatti, se da un lato si richiama la norma contrattuale dell’incarico di pari valore al dirigente eventualmente spostato da un incarico ad un altro, dall’altro si prevede un costo, posto a carico del bilancio dell’Azienda, che non dovrebbe esserci, rimanendo invariato il numero degli incarichi. Quindi, prevedere un costo aggiuntivo, significa due cose: consentire che gli spostamenti e gli incarichi eventualmente attribuiti dal nuovo Direttore Generale costituiscano nuovi costi che vadano ad aggiungersi a quelli derivanti dai precedenti incarichi, che rimangono legati a chi li aveva ricoperti. I vigenti contratti dispongono invece che  sia garantito ai dirigenti con incarico mutato, un incarico di pari valore economico, a numero degli incarichi totali, però, che rimane invariato, per cui non sarebbe necessario incrementare in fondo. Inoltre se le strutture sono ridotte (come per i dirigenti amministrativi) il fondo non si riduce di conseguenza per cui dovrebbe essere sufficientemente capiente per finanziare tutte le indennità. Nel caso di Nuoro succede che i dirigenti senza struttura avranno garantita l’indennità mentre i fortunati con struttura potranno spartirsi una torta più grande. Tanto più che a Nuoro, secondo una prassi diffusa in molte altre aziende sembra che si utilizzino le economie del fondo delle posizioni (risparmi ce ne sono sempre in quanto le dotazioni organiche non sono mai complete per cui le indennità spettanti per i posti vacanti non possono essere pagata) come conguaglio di fine anno ai dirigenti presenti invece che per finanziare il fondo sulla produttività. Come al solito con questi atti Nuoro tutela pochi fortunati in barba a tutti vincoli imposti dalle norme. Tale incremento di costi non porta miglioramenti di prestazioni e servizi, certamente fidelizza alla direzione alcuni dirigenti destinatari dei “benefit”. A pagare è sempre il cittadino che con le tasse, i ticket garantisce il finanziamento del sistema. Condividi su 4 commenti »
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Date posted: 2009-05-25 IP: 0.0.0.0 Language: Italian

Sardegna e Libertà » Blog Archive » Notizie sul Project della Asl di Nuoro con una risposta all’ing. Ve
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...verità, che è sempre un buon parametro per gli elettori. Quest’oggi mi...
Home Scrivi Chi siamo Piccola biblioteca di Sardegna Presentazione Contatti Home » Nuoro Notizie sul Project della Asl di Nuoro con una risposta all’ing. Ventura Meloni 23 marzo 2009 36 commenti di Paolo Maninchedda Come avevo ben previsto, porre il problema dell’assetto del potere nuorese e individuarlo come il vero freno allo sviluppo della zona, ha scatenato molte polemiche. Altrettanto naturalmente, aver focalizzato nella Asl di Nuoro l’epicentro politico e finanziario di questa egemonia politica straripante ha aperto ulteriori discussioni. Invece, non ha destato nessun stupore l’aver affermato che la Provincia è un poltronificio attivo: ormai è vox populi. Le reazioni politiche hanno tutte lo stesso tenore (a parte quella ovvia del Direttore Generale Mulas che ci ha raccontato la favola della sua neutralità politica): mi accusano di opportunismo politico, di scegliere lo schieramento a seconda di chi vince. È un argomento vecchio, usato ampiamente in campagna elettorale contro di me e che mi ha portato fortuna, perché gli elettori hanno memoria della storia personale dei candidati e della loro credibilità. Io non ho mai fatto le scelte dopo aver conosciuto gli esiti degli scontri politici, ma sempre prima, rischiando in prima persona e infatti ho anche perso e accettato le sconfitte, come accade a tutti gli uomini normali e liberi. Ho sempre fatto le mie scelte quando queste comportavano costi altissimi, non vittorie. Lo stesso non possono dire i miei avversari e anche questo è ben noto ai cittadini. La verità è che sono sempre stato un nemico della loro idea del potere. Per cui averli contro è una conferma della mia coerenza. Mi stupirei del contrario. L’aspetto positivo di questa forte tensione politica è l’emergere della verità, che è sempre un buon parametro per gli elettori. Quest’oggi mi risponde l’ing. Ventura Meloni (riportiamo la sua replica sotto il nostro articolo), che mi ricorda che lui è un professionista che non ha una, ma molte società, come è normale che sia per un professionista. E già. Però non capisco perché l’ing. Meloni taccia, nella risposta, che egli è anche l’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Nuoro e che è un esponente di spicco di quel Partito Socialista a cui appartiene anche il Direttore amministrativo della Asl. Io ho parlato di egemonia politica e amministrativa, ma l’ing. Meloni di questo non vuole sentire parlare. E allora ne parliamo più diffusamente noi, a beneficio d’inventario dei nostri lettori, giacché il Project con Cofathec non riguarda solo la Asl di Nuoro, posto che questa importante società è all’attenzione anche della Asl di Sassari e alla n.8 di Cagliari. Per iniziare: l’ing. Meloni, esponente di spicco del Partito socialista nonché assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Nuoro, risulta essere dagli atti ufficiali della Asl di Nuoro anche il professionista con l’incarico più alto di tutti quelli conferiti dalla Asl (ecco l’elenco). Ne consegue che o è il più bravo in assoluto (cosa possibile) o è comunque in un rapporto fortemente coeso con l’Azienda. L’ing. Meloni, nonché assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Nuoro ed esponente socialista di primo piano, afferma che la società Cofa service di cui lui risulta essere cofondatore era nata con altri scopi e che lui ne sarebbe uscito non appena la società sarebbe stata scelta da Cofathec per entrare nel consorzio Cofacons. Bene. Ecco le visure camerali sia di Cofa Service che di Cofacons. Per capire come stanno le cose sul piano dell’egemonia politica e amministrativa bisogna stare attenti alle date e usare atti ufficiali dell’Azienda. Il Project inizia con lo studio di fattibilità presentato dalla Asl nel marzo 2007. È proseguito nell’aprile 2007 con la pubblicazione del Bando europeo per la ricerca dei promotori a cui ha aderito l’Associazione Temporanea d’impresa Cofathec S.p.A e Inso. Nell’agosto 2007 si ha la pubblicazione del bando di gara a evidenza pubblica europea. Alla scadenza dei termini, nell’ottobre 2007, non vengono presentate proposte diverse da quella posta a base del bando che ha come promotore l’Ati di Cofathec. La procedura, dopo una rimodulazione negoziata del progetto, si conclude il 31 marzo 2008 con la nomina a Concessionario della Cofathec Servizi Spa & Inso sistemi da parte del Direttore Generale. Attenzione adesso alle date. Dal marzo 2008 la Cofathec è dunque concessionario. Il 28 maggio 2008 l’ing. Ventura Meloni e la signora Giobbe Salvatorica fondano una società dal curioso nome di Cofa Service (perché Cofa e non Gio. Me., per esempio? Cioè, perché evocare nel nome la Cofathec che era da poco divenuta concessionario?) che nel suo oggetto sociale ha al primo punto l’erogazione di servizi a enti pubblici e privati ( non mi risulta che tale oggetto sia stato integrato successivamente, ma questa può essere una mia lacuna). Il 4 luglio 2008 Cofathec Servizi & Inso Sistemi cambiano nome e da Ati divengono una società: il Polo Sanitario Sardegna Centrale S.p.A la quale diventa il concessionario. Il 25 settembre 2008 la Cofathec Servizi S.p.a promuove la Cofacons, un consorzio di imprese finalizzata, come si legge dalla delibera del Direttore Generale Mulas n.252 del 12 febbraio 2009, “all’esecuzione diretta dei servizi oggetto di concessione”. Cioè, Cofacons nasce per realizzare i servizi messi a gara dalla Asl. Di quali cifre stiamo parlando? Di euro 24.319.193 annui per 27 anni (in cambio il concessionario anticipa le somme necessario all’ammodernamento edilizio e tecnologico). Quindi Cofacons amministrerà annulamente una quota rilevante di circa 24 milioni di euro. Quali sono le imprese nuoresi che Cofacons coinvolge in quello che è oggettivamente un affare (le imprese nuoresi non hanno partecipato alla gara pubblica e non anticipano nulla)? Una: la Cofa Service dell’ing. Ventura Meloni che al momento in cui Cofacons viene costituito e Cofa Service ne entra a far parte è socio a pieno titolo. La domanda che io pongo è perché entra nel consorzio la società dell’ing. Ventura Meloni, assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Nuoro, progettista importante della Asl individuato, immagino, con gare di evidenza pubblica, e non quella di altri fornitori di servizi della Provincia di Nuoro? Perché poi, l’ing. Ventura Meloni, raggiunto questo importante obiettivo aziendale (fondare una società di servizi con 10.000 euro e inserirla dopo qualche mese in un consorzio che ha commesse certe per 24 milioni di euro all’anno, non è un risultato manageriale di poco conto), perché vende la sua quota ad un’altra persona? Dall’esterno sembra che egli abbia svolto una funzione di traghettatore dell’azienda neonata in un sistema di commesse certe. Ne saranno contente le altre imprese nuoresi. Il privato ing. Meloni queste cose può non doverle spiegare, ma l’Assessore ai Lavori pubblici della Provincia di Nuoro credo li debba spiegare. Ma a prescindere da ciò che l’ing. Meloni vorrà o non vorrà dire, resta in capo al Direttore generale della Asl il problema del perché, per tutelare la distanza da lui sempre accampata della sua Azienda da qualsiasi forma di egemonia politica, abbia accettato o non contestato (lui che poteva farlo) che l’unica azienda nuorese coinvolta fosse così legata al sistema politico locale, che è poi quello che a Nuoro non ha mai fatto funzionare nulla. Il resto di questa storia, che è appena cominciata ma è già lunga, alla prossima puntata. Nota stampa dell’Ing. Ventura Meloni A proposito dell’articolo apparso sul vostro giornale sabato 21 marzo 2009, in cui l’onorevole Maninchedda, nell’offensiva a tutto campo, da lui scagliata contro il potere politico locale, ed in cui mi ritrovo citato, mi preme precisare quanto segue: - nell’affermare che io ho fatto parte di una società, ma che questo fatto ( parole sue) non è é illegittimo né illegale né immorale, non ha fatto altro che citare un fatto accaduto come tanti ne accadono; voglio ricordare all’onorevole Maninchedda, che io vivo dal mio lavoro e non dalla politica. Sono libero professionista e in questa veste infatti mi propongo con diverse società che operano nel mercato; per una sua più completa conoscenza voglio fargli sapere che io sono uscito da quella società di cui parla, che all’origine aveva altri obiettivi, quando la stessa prese la decisione di aderire ad un Consorzio di imprese che si proponeva alla COFATHEC per l’esecuzione di alcune attività. Io trovo che, se l’onorevole Maninchedda, per scardinare il potere politico locale, ha la necessità di citare queste cose personali, sia, veramente, a corto di argomenti importanti. Comunque, se lui ritenesse cosa importante, per raggiungere l’obiettivo che si sta prefiggendo, sapere di me ( cosa faccio dalla mattina alla sera, di quale squadra sono tifoso, se preferisco il mare alla montagna, etc. ) sarò ben lieto di fornirgli informazioni in merito. Questo vale anche per altre società di cui faccio parte. Il problema è solo quello del suo recapito avendo l’onorevole Maninchedda l’abitudine di accasarsi in gruppi consiliari ed in formazioni politiche diverse a seconda della stagione politica. Per questo motivo ritengo impresa davvero ardua poterlo rintracciare. Anche questa cosa, però, non è illegale né illegittima né immorale. Sull’opportunismo mi astengo. Condividi su 36 commenti »
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Date posted: 2009-05-25 IP: 0.0.0.0 Language: Italian

Sardegna e Libertà » Blog Archive » Famiglia cristiana contro Berlusconi. E contro Priapo. La Chiesa ha più
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Home Scrivi Chi siamo Piccola biblioteca di Sardegna Presentazione Contatti Home » Politica e società Famiglia cristiana contro Berlusconi. E contro Priapo. La Chiesa ha più potere e meno paure dei deputati. Con una postilla sul moralismo ipocrita degli indignati a tempo pieno 25 giugno 2009 11 commenti da Famiglia Cristiana «Il presidente del Consiglio non deve illudersi che la Chiesa taccia. La Chiesa non rinfaccia nulla a nessuno, per carità cristiana, ma è evidente che i vescovi hanno una precisa morale da difendere». Così comincia l’intervista a monsignor Ghidelli, vescovo di Lanciano e Ortona, noto biblista, apparsa domenica 21 giugno sul Corriere della Sera, a proposito delle vicende che hanno investito una delle più alte cariche istituzionali del Paese. Il suo disagio e quello di altri vescovi hanno fatto eco all’editoriale di Avvenire, in cui si chiedeva al presidente del Consiglio «un chiarimento sufficiente a sgomberare il terreno dagli interrogativi più pressanti, che non vengono solo dagli avversari politici ma anche da una parte di opinione pubblica non pregiudizialmente avversa al premier». Il vescovo di Mazara del Vallo, monsignor Mogavero, ha aggiunto: «Tra il livello pubblico, di governo, e quello privato e inviolabile, di coscienza, c’è un terzo piano: quello dell’immagine. I comportamenti di chi governa possono determinare maggiore credibilità oppure una delegittimazione, parziale o totale. Certi comportamenti possono incrinare la fiducia fino a una delegittimazione di fatto». Chi ha l’onore e l’onere di servire il Paese (senza servirsene), per di più con una larga maggioranza, quale mai si era vista nella storia della Repubblica, è doveroso che si dedichi a questo importante compito senza “distrazioni”, che un capo di Governo non può permettersi. L’alta responsabilità comporta restrizioni di movimenti e comportamenti adeguati alla carica, per servire a tempo pieno il Paese e dedicarsi totalmente al “bene comune” dei cittadini. A maggior ragione oggi, che il Paese è alle prese con una delle più gravi crisi economiche (ma anche morali) che abbia mai affrontato, con moltissime famiglie sulla soglia della povertà, lavoratori senza più occupazione e giovani precari a vita, senza futuro e speranza. Che esempio si dà alle giovani generazioni con comportamenti “gaudenti e libertini”, o se inculchiamo loro i valori del successo, dei soldi, del potere: traguardi da raggiungere a ogni costo, anche tramite scorciatoie e strade poco limpide? Oggi il Paese più che di polveroni e distrazioni, necessita di maggiore sobrietà, coerenza e rispetto delle regole. E, soprattutto, chiarezza. Non solo a parole, ma concretamente, con i fatti. A poco servono imbarazzanti e deboli difese d’ufficio dei vari “corifei”, “caudatari” o “maschere salmodianti” (come li ha definiti qualcuno), che ci propinano a ogni ora ritornelli e moduli stantii, a difesa dell’indifendibile. O nel tentativo “autolesionista” di minimizzare tutto, spostando la mira su altri bersagli. Ancora peggio, poi, quando “la pezza è più grande dello sbrego” come si dice, e si definisce il presidente del Consiglio «l’utilizzatore finale» di un giro di prestazioni a pagamento (ammesso che sia vero), e si considerano le donne “merce”, di cui «si potrebbe averne quantitativi gratis». Naturalmente. Non basta la legittimazione del voto popolare o la pretesa del “buon governo” per giustificare qualsiasi comportamento, perché con Dio non è possibile stabilire un “lodo”, tanto meno chiedergli l’”immunità morale”. La morale è uguale per tutti: più alta è la responsabilità, più si ha il dovere del buon esempio. E della coerenza, che è ancora una virtù, e dà credibilità alle persone e alle loro azioni. Sull’operato del presidente del Consiglio oggi fanno riflettere certi silenzi “pesanti”, anche all’interno della stessa maggioranza. La Chiesa, però, non può abdicare alla sua missione e ignorare l’emergenza morale nella vita pubblica del Paese. Nessuno pensi di allettarla con promesse o ricattarla con minacce perché non intervenga e taccia. I cristiani (come dimostrano le lettere dei nostri lettori) sono frastornati e amareggiati da questo clima di decadimento morale dell’Italia, attendono dalla Chiesa una valutazione etica meno “disincantata”. Non si può far finta che non stia succedendo nulla, o ignorare il disagio di fasce sempre più ampie della popolazione, e dei cristiani in particolare. Il problema dell’esempio personale è inscindibile per chiunque accetta una carica pubblica. In altre nazioni, se i politici vengono meno alle regole (anche minime) o hanno comportamenti discutibili, sono costretti alle dimissioni. Perché tanta diversità in Italia? L’autorità senza esemplarità di comportamenti non ha alcuna autorevolezza e forza morale. È pura ipocrisia o convenienza di interessi privati. Chi esercita il potere, anche con un ampio consenso di popolo, non può pretendere una “zona franca” dall’etica. Né pensare di barattare la morale con promesse di leggi favorevoli alla Chiesa: è il classico “piatto di lenticchie”, da respingere al mittente. Parlando di De Gasperi, grande statista trentino, Benedetto XVI l’ha indicato come modello di moralità per i governanti: «Il ricordo della sua esperienza di governo e della sua testimonianza cristiana siano di incoraggiamento e stimolo per coloro che reggono le sorti dell’Italia, specialmente per quanti si ispirano al Vangelo». «De Gasperi», ha aggiunto il Papa, «è stato autonomo e responsabile nelle sue scelte politiche, senza servirsi della Chiesa per fini politici e senza mai scendere a compromessi con la sua retta coscienza». In una nota pubblicata dal Sir (Servizio informazione religiosa, cioè l’agenzia di notizie dei vescovi) del 26 maggio scorso, Riccardo Moro afferma che le vicende personali del premier offrono «un contributo sgradevole al sereno sviluppo dei rapporti democratici». E al premier che assicura di “chiarire in futuro” i dubbi sollevati dalla stampa nazionale ed estera, chiede: «Ma se nulla di quanto è ignoto è riprovevole, perché rinviare? Se non vi è nulla da nascondere, alimentare i misteri rinviando spiegazioni, rivela una considerazione della stampa e dell’opinione pubblica particolarmente irriguardosa». E aggiunge: «La libera stampa indipendente è uno dei fondamenti della democrazia per il controllo sull’azione del Governo e per veicolare informazione e dialogo democratico tra i cittadini, non un disturbo nell’azione democratica». Di fronte all’Italia che arranca, di fronte al polverone mediatico sulle vicende del premier, i problemi reali del Paese (famiglia, lavoro,immigrati, riforme…) sono passati in secondo ordine. C’è da augurarsi, quanto prima, che da una “politica da camera da letto” si passi alla vera politica delle “camere del Parlamento”, restituite alla loro dignità e funzioni. Prima che la fiducia dei cittadini verso le istituzioni prenda una via senza ritorno. A tutto c’è un limite. Quel limite di decenza è stato superato. Qualcuno ne tragga le debite conseguenze. LETTERA APERTA SUL NUOVO MORALISMO di Ubaldo Casotto per Il Riformista Gentili colleghi scandalistici e gentili lettori scandalizzati della sinistra progressista Faccio questo mestiere da vent’anni e capisco quanto possano prudere le mani sulla tastiera, prurito che segue quello che ha tormentato le orecchie e il gonfiore che affligge gli occhi dopo il lungo stropiccio per tenerli ben desti e incollati al buco della serratura… Capisco. Però allora non capisco più che mondo volete. Mi spiego. Ho una figlia in età di liceo e dal prossimo anno potrà fornirsi liberamente di preservativi a scuola (non credo che sulle confezioni ci saranno scritte tipo quelle che campeggiano sui nostri pacchetti di sigarette: “Il sesso in età precoce nuoce all’equilibrio psichico”) e vivere “gioiosamente” e “liberamente” le sue “avventure” (avventure che potranno indifferentemente essere con un uomo, una donna, più uomini, più donne, un mix tra i due generi e… perché no?, anche con il concorso di qualche animale, come teorizzato da illustre pensatore tempo addietro). Ho un figlio di undici anni, non credo sappia che alle sue compagne di classe verrà consigliato il vaccino contro il papillomavirus, responsabile di alcuni tumori dell’utero e che si trasmette attraverso i rapporti sessuali. Non lo sa ma presto glielo spiegherete voi, o provvederà un insegnante di educazione sessuale, magari lo stesso che in seconda media spiegò a mia figlia (quella di prima) che la gravidanza è un “inconveniente” del rapporto sessuale dal quale tutelarsi, appunto con il preservativo. Leggo da anni interviste a sindacaliste delle prostitute che spiegano l’assoluta liceità della professione (e quindi della dazione di denaro) e la necessità della sua legalizzazione. Non c’è rivista che con l’approssimarsi dell’estate non spieghi che «l’avventura extraconiugale fa bene alla coppia». Preti, suore e monaci dovrebberro, sempre secondo voi, smetterla con questa anticaglia della castità, sposarsi, liberarsi, emanciparsi… insomma scopare. Finalmente trovate uno che (pare) attua tutto quello che ci avete predicato e che a me non piace; lo fa ostentando gioia, allegria, sfrontatezza e senza limiti… E voi che fate? Citate con faccia triste le preoccupazioni di qualche tonaca vesc
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Sardegna e Libertà » Blog Archive » Due parole al Pdl
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...come quella patita dall’Argentina qualche anno fa. Il debito pubblico è......poi si dividono promesse a buon mercato. Conclusione: l’Italia non solo non...
Home Scrivi Chi siamo Piccola biblioteca di Sardegna Presentazione Contatti Home » Featured Due parole al Pdl 28 luglio 2009 91 commenti Pubblico di seguito l’articolo inviato all’Unione sarda e pubblicato oggi 29 luglio di PAOLO MANINCHEDDA Egregio direttore, il suo editoriale domenicale ha dato una notizia Importante: il governo italiano prevede di dare alla Sardegna, nei prossimi tre anni, solo 18 milioni per le sue infrastrutture. Lei offre anche una lettura politica di questo fatto: non c’è neanche un ministro sardo nel governo, e anche i sottosegretari scarseggiano, per cui, “no ministri, no party”. Anch’io vorrei seguire il suo metodo: prima i fatti, poi il commento politico. L’Italia è sull’orlo di una crisi come quella patita dall’Argentina qualche anno fa. Il debito pubblico è cresciuto del 5% in sei mesi, il Pil aumenterà di un punto stentato nell’anno in corso. L’Italia fatica a pagare i suoi debiti e non è più in grado di sostenere la sanità, la scuola e l’università: cercherà di farle pagare alle regioni. Sarà costretta ad aumentare la pressione fiscale. Quali sono le risorse che ancora il governo può manovrare? Sono quelle dei Fondi Fas, da destinare, secondo la legge, per l’85% al Sud. Tremonti con questi fondi ha finanziato: gli interventi per il terremoto in Abruzzo, la compensazione dell’azzeramento dell’Ici sulla prima casa, il risarcimento per gli obbligazionisti Alitalia, il G8, i fondi di garanzia per le piccole e medie imprese, la banda larga. I soldi sono andati dappertutto fuorché al Sud e in Sardegna. Inoltre, il fondo è esaurito da qui al 2010, quindi, da ora in poi si dividono promesse a buon mercato. Conclusione: l’Italia non solo non vuole, ma soprattutto non può occuparsi della Sardegna. I parlamentari del Pdl se ne sono accorti e stanno ripercorrendo le strade dei democristiani del sud: usano lo spauracchio del correntone del partito del Meridione. Non sanno che la Dc ha finanziato le sue correnti col debito pubblico: l’Italia di oggi non può permetterselo. L’autonomismo e il correntismo non funzionano più. Vediamo i conti della Sardegna. Le entrate non superano i sei miliardi di euro, ma attualmente non comprendono tutte le tasse indirette. Tre miliardi se ne vanno nella sanità, altri tre sono regolati da Roma col patto di stabilità. Il disavanzo è intorno ai 3 miliardi, l’indebitamento è prossimo al miliardo e mezzo. I sardi hanno solo un obbligo: amministrare bene e da soli ciò che hanno. Non abbiamo bisogno dell’Italia. C’è solo una strada per il nostro sviluppo: l’indipendenza. Se la Sardegna fosse uno Stato, regolerebbe con proprie leggi il sistema fiscale, il sistema delle tariffe, il sistema energetico, il sistema portuale e aeroportuale, il sistema sanitario e quello scolastico. Potrebbe finalmente usare per sé l’intero prelievo fiscale realizzato nel proprio territorio, cosa mai accaduta. Potrebbe negoziare direttamente il proprio fabbisogno finanziario per le infrastrutture con l’Ue e con le banche del mondo. La Sassari - Olbia ce la possiamo finanziare da soli sin d’ora: basta pareggiare il bilancio in due o tre anni ( e non è difficile farlo) e usare l’indebitamento realmente per gli investimenti. Per noi l’Italia è ormai un fardello istituzionale e organizzativo che produce costi e non genera ricchezza. Credo non sfugga a nessuno che cosa scatenerebbe il voto del Consiglio regionale per l’indipendenza della Sardegna. Altro che partito del Sud! Per la prima volta l’Italia avrebbe coscienza che il lungo processo iniziato nel 1861 non può più continuare per implosione e povertà. Per la prima volta i sardi direbbero: “Possiamo fare meglio da soli” e in Italia risuonerebbe la voce matura della responsabilità. Non ci servono ministri amici, ci serve uno Stato nostro. Condividi su 91 commenti »
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Pick a Flower: un aperitivo nella Pisa universitaria
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Pick a Flower: un aperitivo nella Pisa universitaria dic 30th, 2007 by Alessio Sbrana
Un po’ nascosto in un vicolo a pochi metri dal Lungarno Pacinotti e a due passi da Piazza Garibaldi, nella piena zona universitaria di Pisa, ci si può imbattere nel Pick a Flower, un locale dove pranzare, cenare o, molto più semplicemente, prendere un aperitivo o bere qualcosa dopo cena. Il mio vagabondaggio universitario -sia come studente, sia come estimatore delle grazie femminili studentesche- mi ha visto più volte bighellonare al Pick a Flower (a Pisa conosciuto semplicemente come “Pick”) in passato, anche se devo dire che la difficoltà nel trovare parcheggio in zona mi ha sempre scoraggiato un po’. Durante i miei anni da studente, ormai lontani, un mio caro amico-collega viveva proprio sopra al Pick: ogni scusa era buona per andare a preparare un esame da lui. E ogni scusa era buona per scendere al piano sotto e ritrovarci davanti ad una birra. Dopo tutto questo tempo ho finalmente deciso di tornare sul “luogo del delitto” (i miei fuori corso). Il locale è sicuramente carino e d’atmosfera: mura a vista e luci non troppo dirette creano un ambiente gradevole, inoltre i divanetti che corrono lungo le pareti lunghe contribuiscono a dare ad ogni tavolino una connotazione particolarmente accogliente. Carino anche il bancone per i clienti, che crea una divisione verticale della sala. C’è da dire che sono arrivato nel locale ad un’ora un po’ infelice: le 18,30, il locale aveva aperto da poco. Ma sono dell’idea che un buon bar debba essere tale dall’apertura alla chiusura. Nonostante sia venerdì, ho notato che il locale è rimasto pressoché vuoto per quasi tutto il mio aperitivo: forse a testimonianza del fatto che il Pick è frequentato perlopiù da universitari che durante le feste sono a casa (a proposito: buon Natale e buon Anno!) o semplicemente perché nel weekend si tende ad andare a fare l’aperitivo un po’ più tardi. Siamo in tre, vengono ordinati due Americani e un Sanbittér (no comment). Subito notiamo che i bicchieri nei quali ci vengono serviti gli aperitivi non sono certo generosi, anzi. Anche la loro qualità non mi ha particolarmente colpito: abbastanza leggeri, vetro fine. Anonimi. Ma andiamo al contenuto dei bicchieri. Purtroppo anche il drink non è dei migliori: il contenuto è leggero quanto il contenitore. Chiediamo anche qualche stuzzichino, ma ci dicono che ancora non sono pronti, pur rassicurandoci che ce li porteranno al tavolo di lì a poco. In realtà quel di lì a poco non c’è mai stato, e ormai i bicchieri sono vuoti. I miei compagni di bevuta decidono comunque di provare altri due Americani: in fondo il barman ci ha preparato i primi drink molto a ridosso dell’orario d’apertura, mentre era indaffarato a dare alcune indicazioni alla nuova cameriera/barman. Ed è proprio lei che prepara gli altri Americani. Peccato che non fossero Americani… infatti la ragazza, lasciata dietro al bancone da sola, si cimenta in una interpretazione assolutamente personale e originale: forse troppo attenta a cercare di fare bene per fare veramente bene (i primi giorni di lavoro può capitare, anche ai migliori), utilizza il prosecco anziché la soda! E’ tardi per noi, e non abbiamo tempo di farci preparare di nuovo le bevute: assaggiamo i due Americani Sbagliati (magari diventerà un cocktail famoso, chissà) e ce ne andiamo un po’ sconsolati. Concludendo. Il locale mi piaceva e mi piace tuttora: che ci volete fare, sono un inguaribile romantico ancora attaccato alle bevute di epoca universitaria. L’aperitivo invece è da rivedere: pur consapevole delle circostanze decisamente avverse, invito il Pick a Flower a ripresentarsi alla prossima sessione d’esame; in quell’occasione farà sicuramente meglio e otterrà un voto più soddisfacente. Pick a Flower Via Della Sapienza 7, 56126 – Pisa tel +39 050 2200049 Share and Enjoy: No related posts.
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buon anno